Un popolo di ferro o…

Ho appena visto alla TV uno spot pubblicitario delle Ferrovie dello Stato che, non so se a torto o a ragione, mi ha ricordato uno slogan di 90 anni fa.

Il 2 ottobre 1935, Mussolini pronunciò un discorso che preludeva all’inizio della guerra in Etiopia e in quell’occasione il duce definì gli Italiani “un popolo di santi, poeti, navigatori…”. Ebbene nello spot delle ferrovie dello Stato si magnificano gli Italiani come POPOLO DI FERRO (ferro allude al ferro delle rotaie evidentemente) e il tono è marcatamente nazionalistico.

Da tempo non frequento i treni dello Stato e, forse, funzioneranno anche bene, ma ho invece esperienza diretta e indiretta di come funzionino le Ferrovie Nord e, se dobbiamo definirci in base al funzionamento del servizio ferroviario, mi viene da dire allora che più che un popolo di ferro potremmo definirci un “popolo di latta”

Nonostante tutto, buona giornata!

Sono tanti i motivi che oggi mi angustiano:

  • Perchè ci devono sempre essere dei CRETINI che sporcano le manifestazioni PACIFICHE della gente perbene? Cosa c’entrava ieri nelle manifestazioni pro-Palestina la violenza di chi ha vandalizzato la stazione centrale di Milano? Era un modo democratico di esprimere solidarietà a un popolo che nessuno vuole difendere e che sta vivendo in un inferno senza fine.
  • Perché stampa ed esponenti politici hanno subito colto l’occasione per etichettare tutti i manifestanti come violenti? Questa è disonestà.
  • Cosa sta succedendo in America? Abbiamo sempre guardato agli Stati Uniti come esempio di democrazia e stiamo assistendo a un “rimbambimento” generale che, iniziato già da tempo, ora dà sempre più segni di degenerazione. Ci si autoproclama paladini del cristianesimo e si deportano gli immigrati, si censura l’informazione, si incita all’odio verso chi la pensa diversamente. E’ questo il senso dell’essere cristiani?
  • Si moltiplicano le provocazioni di Putin verso l’odiatissima Europa, a cosa può portare una situazione del genere? Non voglio nemmeno cercare risposte a questa domanda, perchè il solo cercare di formularle mi manda in crisi.

Nonostante tutto questo, auguro buona giornata a chi passa da queste parti: dobbiamo continuare a sperare che alla fine prevalga il buon senso di chi ha nelle sue mani il potere di decidere la sorte dei popoli.

Poesia: Alone (E.A. Poe)

From childhood’s hour I have not been
As others were—I have not seen
As others saw—I could not bring
My passions from a common spring—
From the same source I have not taken
My sorrow—I could not awaken
My heart to joy at the same tone—
And all I lov’d—I lov’d alone—
Then—in my childhood—in the dawn
Of a most stormy life—was drawn
From ev’ry depth of good and ill
The mystery which binds me still—
From the torrent, or the fountain—
From the red cliff of the mountain—
From the sun that ’round me roll’d
In its autumn tint of gold—
From the lightning in the sky
As it pass’d me flying by—
From the thunder, and the storm—
And the cloud that took the form
(When the rest of Heaven was blue)
Of a demon in my view.

Riporto qui questa poesia di Poe in lingua inglese, perché se ne possa apprezzare la musicalità, che inevitabilmente si perde con la traduzione (che potete trovare QUI).

Poe aveva vent’anni quando scrisse questa poesia e nella sua breve vita aveva sperimentato molte sofferenze, molte perdite: l’abbandono del padre, la morte della madre (lui aveva appena due anni), l’adozione e la morte della madre adottiva. Non è quindi difficile capire il senso di questa poesia: lui non si è mai sentito come gli altri, non ha mai guardato al mondo con lo stesso sguardo degli altri e ha sempre vissuto in solitudine i dolori e le ferite che la vita gli ha inferto, così come ha vissuto in solitudine i suoi amori e le sue passioni. Anche nelle nuvole bianche di un cielo azzurro, dove gli altri non vedevano che un’immagine di Paradiso, lui non vedeva che demoni e mostri.

Opportunità a Erba: sempre meglio essere informati…

Lunedì 15 settembre u.s. , si è tenuto, presso l’oratorio di Arcellasco, un incontro della cittadinanza della frazione con le assistenti sociali del Comune. L’incontro è stato voluto e organizzato dall’Assessore ai servizi sociali, Maria Francesca Frigerio.

Lo scopo dell’iniziativa era quello di far conoscere le opportunità di assistenza e sostegno disponibili per i cittadini più fragili. Erano presenti, oltre all’Assessore, il personale che compone il gruppo degli Assistenti sociali e il direttore dei servizi sociali, Daniele Fabbrocino.

Maria Teresa, l’Assistente sociale che si occupa dell’area anziani, definisce la finalità del Servizio Sociale: è il luogo dell’ascolto e delle risposte.

I servizi erogati dal Comune sono diversi e molto importanti per chi vive situazioni di difficoltà. Eccoli:

  • Servizio di assistenza domiciliare/ Pasti a domicilio per persone anziane o con disabilità in stato di bisogno: per ottenerlo occorre presentare una richiesta da parte di un familiare del bisognoso di assistenza; seguirà un colloquio con l’Assistente Sociale mirato a individuare il particolare tipo di servizio da attivare (ogni situazione è diversa e particolare). A questo punto l’Assistente Sociale si reca a casa della persona da assistere e stende un Piano di Assistenza Domiciliare (PAD) che prevede il tipo specifico di servizio necessario: assistenza per l’igiene quotidiana mattutina, per bagno/doccia settimanale, per portare la spesa, per un po’ di compagnia, per portare i pasti (dal lunedì al venerdì o, a richiesta, anche nel fine settimana). Per accedere a questi servizi si deve presentare l’ISEE in base al quale verrà stabilito il costo del servizio a carico dell’utente (oltre il limite di 25.500 Euro si paga il 100%)
  • Servizio di animazione: su richiesta, è possibile partecipare a eventi, gite, incontri diversi organizzati una volta al mese dagli Assistenti Sociali. E’ disponibile anche un servizio di trasporto per chi non ha possibilità di “viaggiare” in autonomia.
  • Gruppi di cammino: ogni mercoledì e venerdì ci si ritrova nel Parco Majnoni, dalle 14:30 alle 15:30, per camminare insieme nel verde e in simpatica compagnia.
  • Telesoccorso: consiste in un dispositivo da indossare, che, semplicemente premendo un pulsante, in caso di necessità allerta il 112 e i familiari dell’assistito. Il costo è di 85 euro all’anno; viene attivato compilando in Comune alcuni moduli e consegnando una copia di chiavi di casa (onde consentire di soccorrere la persona che ha attivato l’allarme). Quotidianamente poi si controlla la situazione dell’assistito con una telefonata.
  • SERVIZI EROGATI DAL “CONSORZIO SERVIZI ALLA PERSONA“.
  • Per chi assiste familiari anziani non autosufficienti è previsto un riconoscimento economico al care-giver (chi si occupa della cura); è anche possibile, per chi presenta i requisiti richiesti, ottenere un contributo per l’assunzione regolare di una badante (con presentazione della busta paga ogni mese) o il servizio diretto a ore gratuito per assistenza alla persona.
  • In caso di morosità incolpevole, è possibile ottenere un sostegno economico per il pagamento dell’affitto o delle bollette (questo servizio è diretto non solo agli anziani, ma a famiglie e giovani che si trovino in un momento di difficoltà).
  • E’ inoltre possibile usufruire della Carta prepagata di 500 euro erogati dall’INPS, che segnala ai Comuni gli aventi diritto.

Segnalo che per avere informazioni più complete ed esaurienti ci si può collegare al sito del Comune di Erba al seguente indirizzo:

https://www.comune.erba.co.it/it/menu/277380?authSystem=&serviceProvider=&authLevel=&idp=&serviceIndex=

Il Mercoledì dalle 9:30 alle 15:30 un’assistente sociale riceve i cittadini che accedono ai servizi per la prima volta.

Uno Stato per i Palestinesi.

L’assemblea dell’ONU ieri ha deliberato la necessità di riconoscere uno Stato Palestinese, come solo modo per risolvere il conflitto medio-orientale in atto, che insanguina ogni giorno le terre martoriate della Palestina.

Già molti Paesi hanno riconosciuto lo Stato di Palestina e altri si stanno accingendo a farlo, ma è realizzabile allo stato attuale questo progetto? Quali territori dovrebbe comprendere? Se ascoltate questo podcast (della bravissima Giuditta Pini) capirete quanto ormai sia complicato e, forse, ormai irrealizzabile questa idea, visto che i coloni israeliani hanno occupato illegalmente, e con la violenza, gran parte delle terre che dovrebbero costituire lo Stato Palestinese.

Si potrebbe pensare che quei territori dovrebbero essere restituiti ai Palestinesi, ma chi potrà costringere i coloni a lasciare quelle terre, visto che Israele è molto ben armato e molto ben sostenuto tanto da potersi permettere di irridere a tante risoluzioni dell’ONU che ne condannavano e ne condannano la politica espansionistica?

Temo che tutto resterà un sogno e si parlerà dello Stato di Palestina come dello Stato Che Non C’è.

I “sugoi”

Così chiamavamo una specie di budino fatto con il mosto. Proprio in questa stagione, fine estate che già odora di autunno, mia madre pigiava l’uva del pergolato e col mosto preparava un dolce che io amavo tantissimo, come del resto tutti gli altri della famiglia.

Da piccola guardavo sempre con grande interesse i miei genitori che preparavano i “sugoi” , quando poi mi sono fatta più grande, ho anche partecipato attivamente.

Mio padre teneva in mano uno scolapasta nel quale metteva dieci cucchiai di farina bianca e (se be ricordo) altrettanti cucchiai di zucchero; allora mia madre versava a uno a uno su quegli ingredienti dieci mestoli di mosto, mentre mio padre mescolava energicamente col cucchiaio per amalgamare il tutto.

A questo punto il composto veniva messo sul fuoco ed era molto importante continuare a mescolare perchè la farina non si appiccicasse sul fondo del pentolone bruciando: ciò avrebbe irrimediabilmente rovinato tutto.

Quando il composto si addensava, lo si continuava a cuocere ancora per qualche minuto, poi, una volta tolto dal fuoco, veniva versato subito nei piatti, nelle tazze, nelle scodelle e lasciato raffreddare.

Ognuno di noi incideva, con una posata, sulla superficie dei “sugoi” le proprie iniziali o il proprio nome e, per i giorni seguenti, tutti i pasti finivano con qualche cucchiaiata di quel buon budino soffice, profumato e a volte ancora un po’ aspro .

A volte ho trovato al supermercato delle vaschette con un prodotto che pretendeva imitare quella delizia, ma non era la stessa cosa…

Un pomeriggio all’Eremo

Sabato pomeriggio, all’Eremo di San Salvatore, si ricordava la figura del Venerabile Giuseppe Lazzati, grande figura di storico -politico- intellettuale (fu rettore dell’Università Cattolica di Milano), del secolo scorso. Proprio lì all’Eremo si trova la sua tomba, a testimoniare il legame fortissimo che il Lazzati ha avuto con quel luogo carico di storia e di suggestioni uniche.

Dopo la recita dei Vespri, presieduta da Mons. Pirovano, gli alpini hanno reso omaggio al Venerabile che prese parte alla Prima Guerra Mondiale proprio nel corpo degli alpini e che alle loro associazioni rimase sempre legato per tutta la vita.

In seguito il Coro degli Alpini di Seregno, un gruppo molto conosciuto che ha avuto molti riconoscimenti in campo nazionale e internazionale, ha eseguito con grande bravura e sensibilità alcuni dei canti del loro repertorio. E’ stato come riandare agli anni della mia giovinezza, quando era così bello, dopo una camminata o dopo una riunione, cantare insieme quelle melodie cariche di tutti i sentimenti più semplici e profondi.

Nel coro spiccavano alcune voci veramente notevoli, che incantavano negli assoli, ma che poi si amalgamavano splendidamente con quelle degli altri coristi.

Un pomeriggio molto piacevole, in un ambiente di grande bellezza: dall’Eremo infatti si può ammirare tutto il Pian d’Erba, con il verde ancora intenso dei suoi boschi e i suoi laghi che si delineano sotto l’orizzonte.

Dall’Oriente una sfida

Se qualcuno, in questi ultimi decenni, si fosse “perso dentro ai fatti suoi (per dirla come Vasco Rossi) tanto da non accorgersi che il mondo è cambiato, credo che in questi giorni abbia dovuto prenderne atto.

La politica dei dazi di Trump ha fatto sì che l’India e la Cina, che hanno sempre avuto motivi di scontrarsi sui confini, ora sono alleate e insieme sostengono la Russia. La grande sfilata militare in Piazza Tienanmen è un’aperta sfida all’Occidente che da tanto tempo si illude di poter continuare a controllare la politica mondiale come ha fatto per secoli. Quello che fa pensare è che questa alleanza comprende paesi la cui popolazione raggiunge i tre miliardi di persone, poco meno della metà degli abitanti della Terra!

Su “Avvenire” ho trovato questo articolo che spiega bene quello che sta accadendo. Buona lettura!