Su RaiPlay stanno riproponendo una serie di reportage giornalistici di Monica Maggioni , che avevo segnalato poco più di un anno fa.
“Avventura nel Grande Nord” , questo è il titolo della serie, dimostrava senza possibilità di fraintendimenti che la vera sfida in atto a livello mondiale era, ed è, il controllo del Mar Glaciale Artico e delle terre circostanti e se ne deduceva che la guerra in Ucraina poteva essere solo una “valvola di sfogo” per queste tensioni, solo un effetto collaterale.
La conferma di tutto ciò è sotto i nostri occhi: stasera ad Anchorage si incontrano Putin e Trump che dovranno mettere le carte in tavola e già si parla della possibilità di consentire alla Russia di sfruttare terre rare dell’Alaska.
La fine della guerra in Ucraina dipenderà da intese che superano di gran lunga il possesso di qualche chilometro in più o in meno nel Donbass ed è per questo che l’Ucraina non sarà presente col suo Presidente.
Si parla, in stime approssimative, di 400.000 soldati ucraini e più di un milione di soldati russi morti in questi tre anni e mezzo, senza contare le vittime civili, le città distrutte, le infrastrutture demolite e fa molto male pensare che tutto questo non sarà l’argomento principale dei colloqui di questa sera.
Gli Ucraini potranno far sentire la loro voce? Si spera che l’UE possa una buona volta farsi valere e fare in modo che il destino dell’Ucraina non venga deciso a tavolino (come abbiamo visto tante volte nella storia per altri paesi) in sottordine a interessi che nulla hanno a che vedere con i diritti fondamentali di ogni popolo libero.
