Oggi gli Stati Uniti celebrano la loro dichiarazione di Indipendenza, cioè la loro nascita come entità politica autonoma: le 13 colonie originarie si sottraevano al controllo economico-politico dell’Inghilterra.
Non so se i Padri Fondatori degli Stati Uniti oggi sarebbero soddisfatti dell’America di Trump; penso che sarebbero più d’accordo con un altro statunitense, Papa Leone XIV, che ha scelto proprio il 4 luglio per recarsi a Lampedusa e pregare alla Porta d’Europa per tutti coloro che continuano a trovare nel Mediterraneo la fine delle loro speranze. Papa Leone è un uomo coraggioso che, proprio perchè sente amore per la propria terra d’origine, vuole riaffermare quella legge dell’accoglienza che ha creato gli Stati Uniti.
Chi è stato in quel Paese, racconta (e lo vediamo anche in tanti film) di zone sterminate quasi disabitate e mi chiedo se non sarebbe interesse comune che quelle terre potessero essere rese fonte di benessere per le comunità locali e per i tanti disperati che premono sui confini della Federazione; consentirne l’ingresso in modo controllato nel paese forse andrebbe a vantaggio di tutti.
Un’altra domanda mi sorge spontanea leggendo le parole pronunciate da Trump in questa occasione: Gli Stati Uniti non saranno mai un paese comunista. – (!!!)
Davvero c’è qualcuno che vorrebbe fare degli Stati Uniti un paese comunista? O Trump e i suoi sostenitori (quelli che possiedono gran parte delle ricchezze dell’intero globo terracqueo) temono che qualcuno possa mettere in discussione il diritto di una così ristretta minoranza di continuare ad arricchirsi mentre miliardi di persone sono sempre più disperate?
Di cosa ha paura Trump? A parole celebra la grandezza del suo paese, ma sa benissimo che non è più il protagonista principale della storia: altri paesi stanno di fatto dirigendo la politica mondiale.
