I due Donald.

Tutti noi della mia età siamo cresciuti insieme ai fumetti della Disney , vuoi in forma cartacea con gli albi di Topolino, vuoi con i cartoni animati in TV . L’eroe più simpatico e più amato era certamente Paperino, cioè Donald Duck: gliene capitavano di tutti i colori e ogni sua iniziativa finiva per fallire. Forse ci piaceva perché assomigliava un po’ a noi che spesso sperimentiamo la discrepanza tra i nostri sogni, i nostri progetti e la dura realtà.

Oggi c’è un altro Donald sulla scena mondiale e ad Anchorage mi ha ricordato molto l’altro Donald: aveva dichiarato che il punto irrinunciabile per cominciare a trattare era il “cessate il fuoco” in Ucraina altrimenti Donald si sarebbe molto arrabbiato. Invece veniamo a sapere che i bombardamenti sono continuati anche durante le ore del colloquio in Alaska e che forse di Ucraina non s’è neppure parlato….

Donald doveva far finire la guerra in 24 ore, ieri addirittura hanno detto che la guerra in quel paese non sarebbe nemmeno scoppiata se Trump fosse stato alla Casa Bianca … certamente avrebbe consentito a Putin di prendersi l’Ucraina, in barba ai trattati internazionali. E dopo la cessione dell’Ucraina? Mi è parsa molto eloquente l’ostentazione della felpa di Lavrov con la scritta CCCP (cioè URSS): Putin vuole ricostruire l’impero della Russia sovietica estendendo la sua ombra “protettrice” ai paesi che facevano parte della sua sfera di influenza.

Cosa ha ottenuto Donald? Nulla di nulla.

Cosa ha ottenuto Putin? Ha fatto capire al mondo che il coltello dalla parte del manico lo ha lui e che è inutile che noi lo etichettiamo come “assassino”, come traditore di tutti i trattati internazionali, è addirittura inutile il mandato di cattura che la Corte Penale Internazionale ha emesso nei suoi confronti: lui se infischia altamente di tutto e di tutti. E stando così le cose Donald gli stende i tappeti rossi…

Tra i due Donald, quello che oggi guida l’America non è per niente simpatico…

Pensando ad Anchorage.

Su RaiPlay stanno riproponendo una serie di reportage giornalistici di Monica Maggioni , che avevo segnalato poco più di un anno fa.

“Avventura nel Grande Nord” , questo è il titolo della serie, dimostrava senza possibilità di fraintendimenti che la vera sfida in atto a livello mondiale era, ed è, il controllo del Mar Glaciale Artico e delle terre circostanti e se ne deduceva che la guerra in Ucraina poteva essere solo una “valvola di sfogo” per queste tensioni, solo un effetto collaterale.

La conferma di tutto ciò è sotto i nostri occhi: stasera ad Anchorage si incontrano Putin e Trump che dovranno mettere le carte in tavola e già si parla della possibilità di consentire alla Russia di sfruttare terre rare dell’Alaska.
La fine della guerra in Ucraina dipenderà da intese che superano di gran lunga il possesso di qualche chilometro in più o in meno nel Donbass ed è per questo che l’Ucraina non sarà presente col suo Presidente.

Si parla, in stime approssimative, di 400.000 soldati ucraini e più di un milione di soldati russi morti in questi tre anni e mezzo, senza contare le vittime civili, le città distrutte, le infrastrutture demolite e fa molto male pensare che tutto questo non sarà l’argomento principale dei colloqui di questa sera.

Gli Ucraini potranno far sentire la loro voce? Si spera che l’UE possa una buona volta farsi valere e fare in modo che il destino dell’Ucraina non venga deciso a tavolino (come abbiamo visto tante volte nella storia per altri paesi) in sottordine a interessi che nulla hanno a che vedere con i diritti fondamentali di ogni popolo libero.

Starlink o non Starlink?

Questo è il problema: siamo sicuri che accettando la proposta di Musk non dovremo poi sottostare ai suoi dictat come sta accadendo all’Ucraina?

Chi non ha paura di Elon Musk? Troppo ricco, troppo potente, troppo poco affidabile, troppo pericoloso con quel suo sostegno alle frange più estremiste delle destre europee.

Chi si sentirebbe al sicuro dopo avergli affidato la sicurezza del nostro paese? Siamo all’inizio della Quaresima e mi viene spontaneo parafrasare la frase del Vangelo della domenica scorsa: Vade retro, Elon Musk!!!!

Esci dalla tua terra …

Si legge nella Bibbia che il Signore Dio disse ad Abramo:

«Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
…”

A queste parole seguiva una promessa di grande prosperità e di un futuro glorioso. E Abramo partì.

Oggi, qualcuno, che si crede molto più in gamba del Signore della Bibbia, ripete lo stesso comando non a un capo-famiglia o a un capo-villaggio, ma a un popolo intero di più di due milioni di abitanti … e con quale prospettiva? Di diventare i “paria” in paesi confinanti che non li vogliono.

Non credo che i Palestinesi possano essere contenti di questa prospettiva… e Trump dovrebbe ritornare in sé e rendersi conto che ancora gli manca qualcosa per diventare onnipotente, onnisciente ed eterno … forse con i suoi soldi e con quelli dei suoi amici , crede che un giorno potrà riuscirci (non credo proprio!!)… ma alla fin dei conti anche lui è solo un uomo che sta vivendo l’ultima parte della sua vita…

Non so voi …

Non so voi, ma le vicende di questi giorni mi stanno turbando.

Un feroce torturatore, colpito da mandato di arresto internazionale, viene arrestato e poi rilasciato immediatamente. C’è chi fa notare che il mandato di arresto sia stato fatto scattare proprio nel momento in cui il ricercato varcava il confine italiano e non prima, quando se ne andava tranquillamente in giro per l’Europa…. ci sarà un motivo?

Non sarà stato un modo per mandare un segnale ai nostri governanti che le alte sfere della UE non gradiscono i rapporti preferenziali stabiliti con l’amministrazione Trump? E’ chiara l’ostilità di quest’ultima verso l’Europa unita ed è chiaro che sta attuando una vecchia politica: quella che i Romani definivano “Divide et impera” cioè metti zizzania tra i tuoi avversari e potrai dominarli facilmente. Quello che la Meloni ritiene un segno di apprezzamento personale è in realtà la mossa subdola di chi vuole eliminare dallo scenario mondiale un competitore, l’ Unione Europea, che, se avesse coscienza delle sue potenzialità tuttora inespresse, potrebbe giocare un ruolo determinante nella politica mondiale.

Io vedo in questi fatti (e temo di non sbagliare) un segno inequivocabile che l’UE si sta disgregando sempre più, che il sogno accarezzato da tanto tempo e per il quale si sono spese tante persone che sapevano leggere il futuro, sta miseramente affondando.

Giornalisti o cortigiani?

Sto ancora ripensando al giorno della presa di potere di Trump e soprattutto a come i nostri giornalisti televisivi hanno raccontato quell’evento.

Mi sono sintonizzata prima su una rete Mediaset, poi su una rete RAI e quello che mi ha disgustato è stato lo stesso tono trionfalistico e adulante dei cronisti che commentavano le immagini di per sé piuttosto angoscianti.

Quello che mandava in visibilio i vari cronisti era soprattutto il fatto che potevano sottolineare la presenza della Meloni, come unico capo di governo europeo invitata alla cerimonia. Lo stesso tono di giubilo era presente anche più tardi su RAI1 in “XXI secolo ” condotto da Giorgino.

Ma, dico io, cosa c’é di positivo per noi nell’elezione di un presidente che si dichiara apertamente nemico dell’Europa, della Nato, dell’OMS (infatti ne è già uscito) e che promette di imporre dazi alle merci europee con prospettiva di crisi economiche a catena e perdita conseguente di milioni di posti di lavoro?

Cosa c’è di bello nel vedere che solo la Meloni viene invitata? E’ un palese schiaffo alla Von der Leyen e all’Europa tutta. E’ chiaro lo scopo di Trump: mettere zizzania tra gli stati europei e spaccare l’UE, renderla ininfluente, perchè è evidente che nessuno stato membro è in grado di competere da solo con giganti come USA, Cina, India.

Eppure i nostri giornalisti fanno finta di non sapere, di non capire, per puro servilismo verso chi detiene il potere in questo momento: sono più cortigiani che giornalisti.

A carte scoperte.

Circa sei mesi fa avevo segnalato quale fosse la vera sfida che si stava delineando per la supremazia sul mondo: il controllo delle immense ricchezze minerarie che lo scioglimento dei ghiacci artici può rendere sfruttabili.

Ora Trump, a pochi giorni dal suo insediamento, scopre le carte che fino ad ora erano state tenute nascoste: ha parlato chiaramente di uso della forza militare per annettere agli Stati Uniti la Groenlandia, da sempre sotto il governo danese, anche se recentemente le è stata riconosciuta l’autonomia per la politica interna.

Temo che ci aspettino giorni bui.

Oggi …. 100 anni fa.

Il 3 gennaio 1925 Mussolini pronunciò un discorso che, leggendolo oggi, fa venire i brividi. Avrebbe dovuto sancire, a rigor di logica, la fine di Mussolini e invece segnò l’inizio della sua dittatura in un mondo che doveva essere molto confuso, se aveva potuto vedere in un’ammissione di responsabilità per un omicidio (quello di Matteotti) una garanzia di affidabilità.

Ecco una parte di quel discorso che potrete rileggere integralmente QUI

 ” … Ebbene, io dichiaro qui al cospetto di questa assemblea ed al cospetto di tutto il popolo italiano che assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il Fascismo non è stato che olio di ricino e manganello e non invece una superba passione della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il Fascismo è stato un’associazione a delinquere, se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico, morale, a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento fino ad oggi”

Ecco, io vorrei che oggi la nostra Presidente del Consiglio dei Ministri, ricordasse questo discorso, fatto esattamente cento anni fa, ed esprimesse con chiarezza una volta per tutte la sua valutazione politica e morale su quei fatti, che sono da addebitare a idee politiche di cui il suo partito è chiaramente erede.