Il dr. Rizzi ci accompagna oggi nell’esplorazione di un mondo in continua e rapida evoluzione: la robotica. Questa tecnologia è da tempo largamente usata nelle fabbriche, ma oggi ci concentreremo sulla robotica che aiuta le persone. Il primo esempio è l’esoscheletro che allevia la fatica di chi deve fare lavori pesanti e assicura maggiore protezione contro gli infortuni. Ci sono esoscheletri adattabili a persone con difficoltà di deambulazione, che favoriscono la loro possibilità di muoversi in autonomia. Possono essere passivi, cioè fatti di cinghie e molle, o motorizzati e quindi devono avere anche una batteria ricaricabile.
Il loro utilizzo può rappresentare un costo per le aziende, ma può limitare le spese derivanti da infortuni; non sono tuttavia immuni a lungo termine da effetti collaterali non ancora misurabili. .
Gli umanoidi sono invece robot in grado di muoversi autonomamente con movimenti complessi e precisi e vengono utilizzati nelle fabbriche, ma anche nelle case private dove riescono a compiere operazioni sempre più raffinate. La loro diffusione si è amplificata negli ultimi anni, con lo sviluppo dell’IA, che ne ha amplificato enormemente funzioni ed efficacia. Restano però problemi da risolvere nel campo della sicurezza, della durata delle batterie e dei movimenti delle mani, in caso si debbano manipolare oggetti molto delicati , presenti nelle case.
Naturalmente queste innovazioni lasciano molte perplessità in noi “diversamente giovani”, ma bisogna essere ottimisti nella consapevolezza che da sempre le novità tecnologiche hanno provocato disagi temporanei, ma vantaggi a lungo termine.
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Franco Battiato ha collaborato molto col filosofo Sgalambro, che ha contribuito a scrivere i testi dei più grandi successi del maestro siciliano, tra cui la famosissima “La Cura”. Esaminando il testo di questa canzone (termine forse riduttivo) si possono trovare riferimenti a Dante, a Baudelaire e soprattutto ad Heidegger. E’ alla concezione di Heidegger della “cura” dell’altro che si rifanno molti versi: la cura è mettersi in relazione con l’altro e con il mondo con atteggiamento protettivo. L’Eros ci porta verso il Bene ed il Bello (e qui si fa riferimento a Platone), ma non manca anche un riferimento movimenti filosofici orientali (Advaita Vedanta e Buddismo) quando i versi della canzone parlano dell’atteggiamento che porta al superamento dell’ego individuale per congiungersi all’Essenza.
La canzone di Battiato ha sempre esercitato su di me un grande fascino, ma non ne comprendevo appieno nè il senso nè la profondità; ora, dopo questa lesione della dr.ssa Tatafiore, posso apprezzarla consapevolmente molto di più.
