UTE: Il corpo delle meraviglie- Debussy: suggestioni impressionistiche.

Oggi, la lezione del dr. Lissoni sugli organi genitali ha concluso il ciclo di lezioni sul tema: Il corpo delle meraviglie, E’ veramente incredibile il nostro corpo. E’ una “macchina” in cui si svolgono contemporaneamente innumerevoli processi chimici e funzioni vitali e ci consente di compiere azioni diversissime; muoverci, pensare, creare, inventare, costruire con le mani … Questo nostro corpo merita tutto il nostro rispetto, la nostra gratitudine per chi ce lo ha donato e la nostra meraviglia per la sua complessità e perfezione.

Nella seconda ora, il M° Scaioli ci ha introdotto nel mondo musicale di Claude Debussy (1862- 1918), un musicista che ha apportato molte novità nella musica: infatti non ha utilizzato le tradizionali scale (maggiore per toni allegri, minore per toni più malinconici) con i relativi tempi (2/4 – 3/4 – 4/4), ma una scala esatonale le cui note sono a distanza di un tono l’una dall’altra. Ha inoltre introdotto una nuova tecnica di uso del pianoforte; i suoi tasti non vanno percossi, ma sfiorati con delicatezza, Il risultato è che le sue composizioni sono un fluire continuo di note impalpabili, di arpeggi, di cambiamenti di ritmo che riescono ad evocare lo scorrere dell’acqua, la leggerezza dei primi fiocchi di neve e il loro rapido infittirsi, lo sgocciolio di una fontanella, il movimento delle vele sotto l’azione del vento. Una particolarità ulteriore di Debussy è che per le sue composizioni si è ispirato molto spesso a poesie e quadri di artisti suoi contemporanei, oltre che al mondo dei bambini in generale e alla figlioletta.

Il M° Scajoli sa eseguire con vera maestria anche le musiche più complesse e tutti i soci UTE restano letteralmente incantati ad ascoltare le note che scaturiscono sotto le sue dita. Siamo tutti dispiaciuti che con questa bella lezione il Maestro abbia concluso i suoi interventi in Sala Isacchi.

A Canzo, un piccolo gioiello.

Ieri, noi dell’UTE siamo andati a visitare il Teatro Sociale di Canzo. Ci hanno fatto da cicerone tre studentesse dell’Istituto Romagnosi – indirizzo turistico – che ci hanno raccontato la storia del teatro, ne hanno descritto la struttura architettonica e le attività e gli eventi che ha ospitato in due secoli di storia.

Questa collaborazione tra UTE e Ist. Romagnosi . indirizzo turistico ha lo scopo di offrire ai giovani un’occasione per misurare la propria preparazione in vista della professione che intendono intraprendere e ai soci UTE un’occasione per conoscere meglio il proprio territorio. Le tra studentesse si sono dimostrate molto ben preparate, grazie alla loro insegnante, prof. Marconi . L’organizzazione dell’incontro è stata curata dal Consigliere Giorgio Tagliabue.

Copio dal sito del teatro queste note storiche:

“La fondazione di una Società del Teatro di Canzo risale all’Aprile del 1828: l’iniziativa partì da alcuni privati cittadini, per lo più benestanti, locali proprietari terrieri e semplici villeggianti desiderosi di veder rappresentare delle opere ma anche di recitare in prima persona. La sala, negli intenti dei fondatori, doveva essere un punto di convegno che “accogliesse in eletto circolo le villeggianti famiglie col rendere più care e deliziose le sere già protratte dell’autunno e presentar sapesse in pari tempo una nuova risorsa all’industria e al commercio del paese”. L’impegno fu tale che appena un anno e mezzo dopo, il 18 Ottobre 1829, il teatro fu inaugurato con lo spettacolo Il falso galantuomo, messo in scena dalla compagnia dei Filodrammatici di Milano.
Il progetto e la costruzione dell’edificio furono affidati all’architetto milanese Gaetano Besia, che studiò all’Accademia di Brera e a Milano eresse, tra l’altro, palazzo Archinto. Ad affrescare gli interni fu chiamato, sempre da Milano, il pittore Tessa, ed ancora milanese fu lo scenografo, quell’Alessandro Sanquirico che dal 1817 al 1832 fu scenografo ufficiale della Scala, nel periodo delle grandi stagioni liriche.
Nella sua lunga storia il Teatro ospitò spettacoli di prosa e melodrammi, soprattutto attorno alla metà dell’ottocento; non mancarono feste e serate benefiche e alla fine del secolo alcuni locali del Teatro ospitarono la Scuola di Disegno e la Scuola serale organizzate dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso. Tra gli anni Trenta e Quaranta del novecento il teatro si trasformò in cinema-teatro e l’attività cinematografica si protrasse fino agli anni ottanta.”