Ad Assisi si parla di pace…

Ad Assisi si sta svolgendo un incontro interreligioso tra i più importanti esponenti delle religioni del mondo, per ricordare l’avvenimento analogo convocato da Papa Giovanni Paolo II, 40 anni fa, e per rinnovarne le istanze profonde in un momento in cui tende a prevalere il diritto del più forte e la pace sembra un’opzione non più tanto considerata.

Tra i convenuti ha preso la parola il cardinale Zuppi “…Le religioni non benedicono il fratricidio, bestemmia di Dio che dà la vita e imprime la sua immagine in ogni persona». E mai il nome di Dio «può benedire la guerra…Occorre innanzi tutto dare alla pace altre armi, che non quelle destinate ad uccidere e a sterminare l’umanità. Occorrono soprattutto le armi morali, che danno forza e prestigio al diritto internazionale», ha aggiunto.

“Ma dialogare non significa rinunciare a sé stessi, alla propria unicità, alle proprie caratteristiche. Significa piuttosto «incontrarsi restando ciò che siamo e senza negare all’altro la possibilità di essere ciò che è». Ha sottolineato il Gran rabbino di Francia, Haim Korsia.” (da Avvenire.it)

Spero che queste parole giungano agli orecchi di Trump e Netanyahu che parlano di bombe nucleari e di distruzione.

L’alternativa alla pace ai nostri giorni è la distruzione di intere città e di interi popoli, è la negazione dell’umanità e credo invece che la maggioranza delle persone siano del parere che è improrogabile ora più che mai l’imperativo di “RESTARE UMANI”.

Diamo una possibilità alla pace, come dicevano i Beatles: https://www.youtube.com/watch?v=C3_0GqPvr4U&list=RDC3_0GqPvr4U&start_radio=1

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