C’era una volta l’America …

C’era una volta l’America, o meglio c’erano gli U:S:A: che controllavano la politica mondiale e tutti guardavano con ammirazione alla loro democrazia, alla loro economia forte, alla vivacità culturale delle grandi città, alla musica e ai cantanti, ai film e agli attori.

Da un po’ di tempo non è più così. Nel secondo dopoguerra gli USA hanno infilato una serie di sconfitte politico-militari che ne hanno indebolito la leader-ship e, ultimamente, Trump sta scavando sotto la base del piedestallo su cui noi avevamo posto l’immagine degli Stati Uniti. Le sue prese di posizione schizofreniche, la sua politica aggressiva e noncurante dei trattati internazionali, ci ha fatto sperare che questo quadriennio finisca presto e che tutto possa tornare come prima.

Ma non sarà così. Ieri a Pechino era evidente che il ruolo di Trump era quasi di subalternità al Presidente cinese e a dirlo non sono io, ma un noto e stimato commentatore di cose politiche americano come Alan Friedman (ieri su TV7), che ha parlato di fine dell’epoca in cui l’Occidente si arrogava il ruolo di guida per una larga parte del mondo.

Tra pochi anni gli USA saranno la terza potenza economica mondiale dopo Cina e India che da sole rappresentano un terzo della popolazione del globo terrestre. La politica di Trump ostile all’Europa, non farà che accelerare questa involuzione.

Cosa resta da fare all’Europa? Forse sarà bene dare retta a Draghi che proprio ieri ha rivolt un severo monito alla UE

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