Ieri, il dr, Lissoni ci ha parlato delle meraviglie del nostro corpo non tanto dal punto di vista medico, cosa che ha già fatto in altre occasioni, ma come mani, piedi e ossa sono stati rappresentati nel corso della storia nell’arte pittorica, nella scultura e nella musica. Come poi è solito fare, ha intrecciato le belle immagini proiettate con il racconto dei miti della Grecia antica legati in qualche modo alle immagini stesse.
E’ stata un’ora piacevole , che tutti i numerosi presenti hanno apprezzato
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ESTETICA SECONDO KANT – Kant ha scritto “La Critica del Giudizio” nel 1791; nella prima parte di questa opera, si è occupato di estetica. Come si arriva a giudicare la bellezza di qualunque cosa? Kant afferma che al primo impatto si reagisce con una sensazione e solo in un secondo momento si arriva a una valutazione e al giudizio, che sono comunque legati al sentimento. Il giudizio estetico non coinvolge nè il concetto dell’oggetto , né la sua dimensione pratica, né la morale, e non è tantomeno legato a ciò che è piacevole soggettivamente.
Per essere definito “Bello” l’oggetto da valutare deve essere:
*l’oggetto di un piacere disinteressato ; – deve piacere universalmente; – deve essere armonioso in ogni sua parte e non deve far percepire lo scopo per cui è stato creato.
Kant vive in un periodo di transizione tra Illuminismo e Romanticismo e di quest’ ultimo si possono rilevare alcune anticipazioni nel suo concetto di SUBLIME. Già nel 1° secolo d. C. un anonimo aveva scritto a proposito del sublime: è l’arte di parlare a un pubblico e ottenerne il consenso: l’oratore deve elevare i sentimenti del suo uditorio. nel 1751 Edmund Burke ” definisce il sublime come un sentimento di “diletto orrido” (delightful horror) generato da ciò che è imponente, oscuro, potente e minaccioso, come una tempesta o un precipizio. A differenza del bello, che è piccolo e piacevole, il sublime travolge e spaventa”
Kanti fa riferimento a Burke e definisce il Sublime: esso è dato da spettacoli naturali grandiosi o da costruzioni umane straordinarie; nel sublime siamo di fronte n all’illimitato, assolutamente grande (l’oceano, i paesaggi alpini, un a tempesta)Il sublime va riferito non agli oggetti osservati, ma al sentimento che essi suscitano dentro di noi. Da un lato il Sublime ci fa sentire piccoli, insignificanti di fronte alla grandiosità di certi spettacoli naturali (es. eruzione vulcanica), ma poi ci fa capire che abbiamo un destino che anela all’infinito.
Sulla tomba di Kant si può leggere: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”
Ringrazio vivamente il prof Porro che mi ha permesso di riscoprire questo grande filosofo, il cui ricorso era rimasto coperto dalla polvere di troppi decenni passati dai giorni di scuola.
