É il mese dei prati erbosi e delle rose;
il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.
Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano
sui muri delle case. Nei campi, tra il grano,
fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri
fiammanti e la sera mille e mille lucciole
scintillano fra le spighe.
Il campo di grano ondeggia al passare
del vento: sembra un mare d’oro.
Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora
pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.
E’ un Carducci insolito quello che incontriamo in questa poesia: non ci sono rime, non ci sono toni solenni … potrebbe essere un brano di prosa che descrive con sapienza i giorni e le sere di questo mese di giugno, ponte tra primavera e estate.
