Ute: I Franchi e Carlo Magno – La levatrice di Olona

Della storia dei Franchi abbiamo notizie documentate soprattutto nella ” Historia Francorum” di Gregorio di Tours.

In origine erano solo una piccola tribù che si andò via via ingrandendo; a cominciare dal III secolo d. C. cominciano a premere sulle frontiere nord-orientali dell’Impero Romano fino ad arrivare ad occupare (e a saccheggiare) parte dei territori della Gallia. Erano biondi, alti, barbuti . Inizialmente, solo in caso di necessità eleggevano un capo che li guidava per il tempo ritenuto necessario. In seguito invece si diedero un re. Tra i primi re dei Franchi ricordiamo Meroveo, che occupò la Francia settentrionale e Clodoveo che, divenuto cristiano, indusse anche il suo popolo ad abbandonare il paganesimo. Fu Clodoveo a emanare le leggi saliche che regolavano i rapporti tra le persone, ma prevedevano anche che alla morte del re il regno dovesse essere diviso tra i suoi figli.

Questa legge, con l’andare del tempo, provocò lo spezzettamento del regno e il suo conseguente indebolimento, tanto che i “piccoli” re non avevano più potere e vennero affiancati dai “maestri di palazzo”, persone che sapevano leggere, scrivere e governare. Tra questi spicca Carlo Martello, che riuscì a fermare l’avanzata dei musulmani a Poitiers. Suo figlio, Pipino il Breve, riuscì a farsi incoronare re dal Papa in cambio del suo appoggio militare contro i Longobardi. Carlo Magno, dopo un tentativo fallito di alleanza con i Longobardi, li sconfisse e unificò i due regni; nella notte di Natale dell’anno 800 Carlo Magno fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Egli stabilì la sua capitale ad Aquisgrana in Germania e con provvedimenti lungimiranti (l’istituzione di scuole, l’introduzione di una moneta unica, l’unificazione di pesi e misure) tentò di costruire un’identità europea, per questo molti gli attribuiscono l’appellativo di “Padre dell’Europa”.

Organizzò l’impero adottando il sistema feudale, affidando cioè a persone di sua fiducia parti del suo impero, riuscendo però a mantenerne il controllo tramite i “missi dominici”.

E’ sempre piacevole ascoltare la nostra amatissima Alberta Chiesa, che sa riproporci, in modo nuovo e interessante, pagine di storia studiate sui banchi di scuola su cui il tempo ha fatto scendere un velo di polvere. Grazie, Alberta!

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LA LEVATRICE DI OLONIA – Lo scrittore Mario Alzati è tornato anche quest’anno a proporci i suoi romanzi ambientati ad Olonia, un paese che avrebbe potuto essere sulle carte geografiche e che invece non è mai esistito.

Oggi, Alzati ci ha presentato il romanzo “La levatrice di Olonia”, nel quale racconta la storia di Caterina, figlia di una donna senza marito, in un momento storico in cui questa situazione costituiva una “condanna” sia per la ragazza- madre sia per la figlia. Per darsi una possibilità di ricominciare a vivere, la donna porta Caterina alle “Stelline”, un orfanatrofio di Milano. Qui la piccola cresce e viene avviata alla professione di levatrice, che le ragazze di buona famiglia disdegnavano come poco onorevole. Nel suo lavoro, Caterina si fa apprezzare da tutti e spesso diventa per le sue assistite l’amica a cui chiedere consiglio e a cui confidare le proprie pene. Alle vicende di questa donna si intrecciano quelle di altre donne ed è così che l’autore fa entrare la Grande Storia che leggiamo sui libri nella piccola storia di una piccola comunità che vive sulle sponde dell’Olona, mettendo in particolare risalto la condizione in cui vivevano le donne finno a non molti decenni fa.

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