UTE: Invito alla lettura: Valeria Montaldi – A cosa serve lo studio della fisica?

La prof. Cinzia Granata ha il merito di segnalarci sempre nuovi scrittori contemporanei, che non molti di noi conoscono.

Ieri ci ha parlato di Valeria Montaldi (Milano 1849), laureata in lettere, che ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2001 e a quello ne sono poi seguiti altri 8. Sono tutte storie ambientate nel Medioevo con una puntualissima ricostruzione storico-ambientale che rivela un grande studio e una ricerca minuziosa. I suoi personaggi son gente comune i cui ritratti hanno il carattere della verosimiglianza; il racconto è sempre lineare e consente sia una lettura facile , per puro diletto, che una lettura più approfondita per cogliere sfumature di linguaggio significative, che spesso rivelano anche un preciso studio psicologico dei vari personaggi. Le figure femminili sono donne che hanno subito violenze e torti (cosa normale a quei tempi), ma che sanno poi reagire e arrivano a gestire la propria vita autonomamente.

Ecco i titoli dei suoi romanzi:

La saga di Frate Matthew:

Romanzi con il maresciallo Giovanni Randisi:

  • La randagia, Milano, Piemme, 2016
  • Il pane del diavolo, Milano, Piemme, 2018

Altri romanzi:

  • La ribelle, Milano, Rizzoli 2011, poi pubblicato da BUR, 2012, 
  • La prigioniera del silenzio, Milano, Rizzoli, 2013,.
  • Il filo di luce, Milano, Rizzoli, 2022
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A COSA SERVE LO STUDIO DELLA FISICA?- Il prof. Galoppo ha introdotto la sua lezione con un semplice esperimento che dimostra il peso dell’aria che ci circonda ed ha poi commentato che la fisica serve a capire il mondo, a costruire tecnologie e a imparare a pensare.

I primi ad occuparsi di fisica nella storia dell’umanità sono stati i greci Talete, Anassimandro, Anassimene , vissuti nel IV/V secolo a. C.; a questi sono poi seguiti con diversi apporti Archimede ed Euclide.

Bisogna poi aspettare molti secoli prima che lo studio della fisica subisse una svolta epocale con il nostro Galileo Galilei che segue il metodo della misurazione e della verifica dei fenomeni . E’ sua l’affermazione secondo cui “l’universo è come un libro scritto con un linguaggio matematico”. Galilei migliora il cannocchiale (invenzione di due costruttori di occhiali olandesi) e lo punta verso il cielo; scopre così stelle non visibili ad occhio nudo, scopre le montagne della Luna, i satelliti di Giove e poi conferma la teoria eliocentrica di Keplero, attirandosi un sacco di guai.

Passano 150 anni e Newton capisce che le leggi che regolano la realtà terrestre valgono anche per il cielo: la forza aumenta se aumentano le masse, diminuisce se aumenta la distanza. Dalle scoperte di Newton è partita la prima rivoluzione industriale; la seconda è arrivata con la scoperta della temodinamica.

Poi, però, Einstein rivoluziona la fisica del suo tempo definendo la Relatività Generale (spazio-tempo sono intimamente legati). Dalle sue teorie deriva la moderna tecnologia: GPS, energia atomica, telefonia fissa e mobile, internet, medicina moderna.

Ogni generazione costruisce le sue conoscenze sulle scoperte delle generazioni precedenti.

Il dr. Galoppo ha concluso la sua lezione parlandoci di due veicoli spaziali, il Voyager I e il Voyager2, che dal 1977 esplorano l’universo continuando a trasmettere sulla terra le informazioni che raccolgono volando tra le innumerevoli galassie che popolano il cosmo.