Ieri all’Ute, giornata interessante!!
Il prof. Galli, ci ha fatto conoscere meglio un personaggio di cui tutti abbiamo certamente sentito parlare molto spesso, ma forse molti, come me, non lo conoscevano molto.
Macchiavelli è nato a Firenze nel 1469, da famiglia modesta, ma ha potuto dedicarsi agli studi, tanto che ai tempi di Savonarola poté ricoprire cariche pubbliche e , alla condanna al rogo del frate, divenne segretario della Repubblica Fiorentina; grazie a questo incarico viaggiò molto e poté frequentare le più importanti corti italiane ed europee.
Col ritorno dei Medici a Firenze (1512), Macchiavelli fu incarcerato per breve tempo, poi si trasferì in campagna, dove si dedicò allo studio dei classici e a scrivere “Il Principe” e numerose altre opere.
Nel 1525 ottiene nuovi incarichi pubblici dai Medici, ma col ritorno della Repubblica nel 1527, cadde nuovamente in disgrazia e ciò gli causò grande dolore, tanto che poco dopo morì abbandonato da tutti.
La sua lunga esperienza nella diplomazia e nella politica gli aveva fatto comprendere come si dovesse gestire il potere per la solidità dello Stato e per il bene comune. Aveva una concezione laica della politica, come scienza autonoma dalla morale, basata sull’esperienza (metodo induttivo in opposizione al metodo deduttivo adottato fino ad allora).
Macchiavelli (o Machiavelli) fonda la sua teoria sull’osservazione della realtà dell’uomo, che non è sempre buono e quindi anche chi lo governa non può essere sempre buono., infatti deve saper usare la forza e l’astuzia e, se necessario, deve saper ingannare. Per governare occorrono le leggi, la religione e la milizia (che in questo periodo è costituita da mercenari). Machiavelli non è religioso, ma sa bene che l’uso strumentale della religione può essere molto utile a chi governa, perché consente il rispetto di valori comuni.
Nella sua opera più famosa “Il Principe”. la Provvidenza è sostituita dalla fortuna, dal caso, ma l’uomo può fronteggiare la fortuna con la virtù adattandosi alle situazioni e al cambiamento dei tempi .
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FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ SECONDO RUDOLF STEINER .
Rudolf Steiner nacque nel 1861 nell’odierna Croazia, allora facente parte dell’impero Austro-Ungarico. Si dedicò prima a studi tecnici, poi preferì interessarsi di filosofia negli ambienti tedeschi di fine ottocento in cui predominava l’idealismo.
Steiner è il fondatore dell’antroposofia e asserisce che la realtà universale è una manifestazione divina in continua evoluzione; in altre parole il mondo fisico è continuamente influenzato dal “mondo spirituale”, che ne guida le trasformazioni. Il mondo è “una manifestazione dello spirito. Ognuno di noi ha strumenti deboli per conoscere il mondo, che ci appare spesso come non è in realtà. Steiner crede nella reincarnazione e ritiene di essere la reincarnazione di Aristotele e di Tommaso d’Aquino. L’essere umano è il frutto di un percorso evolutivo.
Chiamato a gestire una nuova scuola, introduce metodi di insegnamento molto diversi da quelli in uso precedentemente: non vi sono libri: i testi vengono costruiti insieme da insegnanti ed alunni; si dà grande importanza alla manualità e allo sviluppo del pensiero critico. Esistono tutt’ora molte scuole che si ispirano al suo metodo pedagogico-didattico.
Grazie, prof Creuso! Anche questa volta è riuscito a sorprendermi! Non conoscevo questo filosofo….
