UTE: Ciao, Giò!

Ieri all’UTE abbiamo assistito a una lezione che ci ha proiettato in un presente difficile da immaginare per chi di noi non è addentro alla continua evoluzione della tecnologia.

L’ing. Giuseppe Croci, infatti, prima ci ha presentato il suo terzo libro scritto con l’aiuto dell’IA (Intelligenza Artificiale), intitolato “Ciao, Giò!”. Lo scopo di questa sua impresa? Prima di tutto aiutare, con gli incassi, l’associazione “Cuore in Erba” ad attivare un defibrillatore all’Alpe del Vicerè, poi, in secondo luogo, far conoscere il territorio erbese e la sua storia. I temi più importanti sviluppati nel libro sono i seguenti: Amore e Relazione/ Mistero e indagine/Storia del passato.

L’ingegner Croci ci ha fatto ascoltare l’incipit del suo libro letto da IA e ci ha fatto notare come la lettura rispettasse con precisione la punteggiatura, come la voce fosse naturale e ben modulata.

A questo punto ha eseguito un esperimento che ha coinvolto e meravigliato tutti i soci presenti: ha chiesto a noi di scegliere qualche parola da dettare all’IA e in seguito ha chiesto a GeminiAI di scrivere una storia che comprendesse quelle parole, poi che la storia fosse trasformata in poesia, poi in un’immagine, in video e, infine, in una canzone. Bastavano pochi secondi perché queste richieste venissero esaudite, stupendo tutti noi per l’eleganza della scrittura e per la bellezza delle canzoni, cantate in modo impeccabile da belle voci di uomo e di donna.

Il nostro relatore ci ha poi fatto un breve riassunto della storia dell’IA: i primi tentativi risalgono agli anni ’50 del secolo scorso, ma poi questi studi furono abbandonati per essere poi ripresi negli anni ’90, ma il vero boom di questa tecnologia risale ad appena 4/5 anni fa e la sua evoluzione è rapidissima.

L’IA ci fornisce in tempi brevissimi una quantità enorme di informazioni, ma può anche produrre “allucinazioni” quando associa in modo scorretto delle informazioni; è perciò necessario fornire informazioni corrette e poi verificare che le risposte ricevute siano esatte.

Come impara l’IA? Leggendo miliardi di informazioni.

Cosa bisogna tener presente quando utilizziamo questa tecnologia? Essa ci può aiutare nel processo creativo, ma bisogna sempre controllare la correttezza delle risposte per non credere alle allucinazioni sopracitate e perché esse potrebbero risentire dei pregiudizi ricorrenti.

Ci sono dei rischi nell’applicazione indiscriminata dell’IA a certi campi, in cui il diritto alla privacy potrebbe essere violato.

Anche il nostro Papa Leone XIV si è occupato di IA e nella sua enciclica “Magnifica Humanitas” mette in risalto i lati positivi e negativi di questa tecnologia, che può travisare la realtà e diffondere fake news pericolose. Se gli anziani hanno abbastanza esperienza di vita per valutare criticamente le risposte dell’IA, i giovani invece sono più portati ad accettarle in modo acritico e possono essere più facilmente manipolati.

Se l’Europa è in ritardo in questo campo di ricerca rispetto a USA e Cina, è però in anticipo sul resto del mondo per la sua regolamentazione, che però andrà rivista, data la velocità con cui essa si evolve.

All’uscita molti di noi erano veramente sbalorditi da quanto avevamo sentito e visto.

Grazie, UTE!

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