Ute: La produzione lirica di Torquato Tasso – Aneliti di romanticismo nel pianoforte di Franz Schubert.

Ieri è tornata in Ute la prof. Granata che ci ha parlato di Torquato Tasso, ma da un punto di vista piuttosto insolito, infatti ci ha parlato non del suo poema più famoso, “La Gerusalemme Liberata” ma delle sue rime , scritte spesso su commissione, ma non per questo prive di autentica poesia.

La famiglia dei Tasso era di origini bergamasche, poi si era spostata a Venezia e da lì riuscirono a rivoluzionare il sistema postale in Italia e in Europa.

Il Tasso è vissuto nella seconda metà del ‘500, quando ormai il Mediterraneo non era più il centro economico del mondo (dopo la scoperta dell’America) e quindi le corti dei principi italiani risentivano della decadenza politica ed economica dell’Italia intera.

Suo padre, Bernardo Tasso. era un poeta e viveva alla corte ora di uno ora dell’altro principe; per un certo periodo si fermò alla corte di Salerno e Torquato nacque a Sorrento nel 1544. A 8 anni si trasferì con la famiglia a Roma e due anni dopo cominciò a seguire il padre nelle sua vita “nomade” attraverso le varie corti italiane. Passarono ancora due anni e Torquato restò orfano di madre. A 21 anni entrò a servizio dei Signori d’Este a Ferrara. In quel momento andava di gran moda l'”Orlando Furioso” di Ariosto e il Tasso si cimentò anche lui nella scrittura di un poema che terminò nel 1575, ma nessun editore glielo pubblicò. Dopo diverse peripezie, ritornò a Sorrento dalla sorella, ma poi ritornò a Ferrara. Ma erano sempre più evidenti i segni di un’irrequietezza che sfociava talora in crisi violente, che lo portarono ad essere imprigionato per 7 anni. Mentre era detenuto, due tipografi pubblicarono il suo poema a sua insaputa e senza le correzioni che lui vi aveva apportato negli anni. Fu il duca di Mantova a farlo liberare, dopodiché Il Tasso pubblicò una versione corretta del suo poema col nome di “Gerusalemme Conquistata”. Nel 1594 venne chiamato a Roma dal Papa che però non mantenne le promesse fattegli; lì, a Roma Torquato Tasso morì nel 1595.

Ebbe una vita segnata dalla mancanza di affetto e dalla mancanza di “radici”; fu chiamato “pazzo” e lui stesso si definì in preda a pensieri ossessivi, che lo spinsero al bere.

Fu un poeta molto prolifico e compose oltre duemila rime suddivise in : rime d’amore, rime di lode, rime sacre. I suoi componimenti sono originali, ricchi di musicalità e vi abbondano i lombardismi. Ecco una sua poesia molto suggestiva, capace di esprimere un sentimento profondo e di comunicare una vera emozione.

Tacciono i boschi e i fiumi
e ’l mar senza onda giace,
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna:
e noi tegnamo ascose
le dolcezze amorose:
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.

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ANELITI DI ROMANTICISMO NEL PIANOFORTE DI SCHUBERT- Il M° Scajoli, con la ben nota maestria, ci ha fatto ascoltare alcuni brani musicali composti da Franz Schubert (1797/1828). Era il dodicesimo di 14 figli (di cui solo 5 sopravvissero) . A 7 anni cominciò a suonare l’organo e a studiare canto. Pur non avendo mai avuto un pianoforte tutto suo, componeva continuamente, tutti i giorni dal mattino fino alle 14. Spesso non aveva nemmeno i soldi per comprarsi la carta da musica e scriveva le sue composizioni su carta normale. Nella sua breve vita (appena 31 anni) scrisse una mole incredibile di opere, che nessuno voleva pubblicare, perché allora era molto richiesta l’opera italiana (Rossini imperava in quel momento storico)

La sua musica è spesso una cascata di note che ispirano ora allegria, ora malinconia, ora forza e emozioni intense; sembra incredibile che potesse comporre tali mirabili opere senza poterle suonare su un pianoforte: lui diceva che la musica era nella sua testa.

Dopo alcuni “Improvviso” il M°. Scajoli ci ha suonato questo brano molto conosciuto e molto “romantico” : LA SERENATA

Che Dolcezza!!!

Grazie M° Scajoli!

Grazie prof Granata: molti di noi conoscevano così poco e male il Tasso!!

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