Eufemino in tempo di pandemia.

Ero presente alla consegna dell’Eufemino, l’onorificienza attribuita ogni anno alle persone o alle associazioni che si siano distinte per i loro servigi alla città.

Quest’anno non era possibile non premiare la FONDAZIONE GIUSEPPINA PRINA e la PROTEZIONE CIVILE di Erba e dei Comuni consorziati.

La pandemia infatti ha impegnato la RSA cittadina nella strenua difesa dei suoi ospiti: è stata una vera battaglia che ha richiesto il sacrificio e l’abnegazione di tutti gli operatori: dai medici, agli infermieri, agli animatori, agli inservienti, al personale amministrativo.  Lo stesso vale per la Protezione Civile e per i suoi volontari che sisono prodigati per mitigare i disagi durante il lockdown e per far funzionare l’hub vaccinale di Lario Fiere.

I discorsi delle autorità e dei rappresentanti degli enti premiati hanno ben messo a fuoco il debito di riconoscenza della città verso di loro e verso tutte le organizzazioni che si sono impegnate per fronteggiare l’emergenza pandemica e alle quali è stata consegnata una targa ricordo.

Un riconoscimento è stato dedicato anche a un operatore di Protezione Civile, che, dopo aver contratto il virus in servizio, è poi deceduto. A ritirare la targa erano presenti i figli e  la vedova commossa fino alle lacrime e in quel momento anche tra i presenti c’era chi ha dovuto ricorrere al fazzoletto per asciugarsi gli occhi.

Una nota gradevole era costituita dall’orchestra dei ragazzi della Puecher, che ha eseguito piacevolmente pezzi di autori moderni.

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