Ma che storia è questa?

Leggendo il testo della canzone  di Battisti  “I giardini  di marzo” mi  sono resa conto che non avevo mai fatto molto caso alle parole  che ho cantato tante volte. Mi sono sempre lasciata emozionare dal ritornello molto romantico e pieno di pathos, ma non mi sono mai chiesta che  tipo di storia ha voluto raccontare l’autore dei versi….

L’arte moderna si sa non è descrittiva e davanti a un quadro astratto ognuno può darne un’interpretazione diversa : il significato è nella mente di chi lo guarda. Credo che si possa dire la stessa cosa di certe poesie  e anche del testo della canzone di cui sto parlando…..

Quale significato dare alla frase :- Tu muori – pronunciata da una lei…..  e perchè “le mani non tremano più” ? O meglio perchè prima tremavano?

Ed ecco che a partire da questi  indizi mi viene da ricostruire una storia.

Lui e Lei erano innamorati, ma si erano dati alla droga ancora giovanissimi. Lei gli aveva chiesto aiuto per venirne fuori, ma lui non aveva saputo starle vicino e i due si allontanarono. Lui però, con l’aiuto di una comunità riesce a salvarsi e all’uscita dall’inferno della droga vede spalancarsi davanti a lui  tutta la bellezza esplosiva della natura in fiore, ma Lei non è più  al suo fianco e il pensiero va malinconicamente ai bei giorni in cui uscendo di scuola trovavano il carretto dei gelati,  …..ora il cuore trabocca d’amore per colei che non cammina più al suo fianco e questa solitudine gli toglie il coraggio di affrontare la vita …..

Però credo che si potrebbero inventare storie molto diverse…

 

 

I giardini di marzo.

 

Una canzone è spesso il sottofondo musicale che accompagna la nostra vita e Battisti è stato uno dei cantautori che più si è fatto amare. Ecco qui di seguito il testo di una delle sue canzoni: un’atmosfera di  tristezza e di rimpianto pervade ogni verso….

Il carretto passava e quell’uomo gridava :” gelati !”
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
All’uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti “tu muori
se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori”
ma non una parola chiarì i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è