Un’ usanza antica.

Nei giorni scorsi, in occasione della morte di Tonino Guerra, mi è capitato di leggere questa sua poesia :

I Bu (I Buoi)

Andé a di acsè mi bu ch’i vaga véa,
che quèl chi à fat i à fatt,
che adèss u s’èra préima se tratour.
E’ pianz e’ còr ma tòtt, ènca mu mè,
avdai ch’i à lavurè dal mièri d’ann
e adèss i à d’andè véa a tèsta basa
dri ma la còrda lònga de’ mazèll.

TRADUZIONE:

Ditelo ai miei buoi che l’è finita che il loro lavoro non ci serve più che oggi si fa prima col trattore. E poi commuoviamoci pure a pensare alla fatica che hanno fatto per mille anni mentre eccoli lì che se ne vanno a testa bassa dietro la corda lunga del macello.
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E’ una poesia molto triste, che ha fatto riaffiorare un ricordo della mia infanzia.
Allora abitavamo in una via periferica del nostro paesino e di tanto in tanto, verso sera, capitava di vedere arrivare il macellaio del paese (o il suo garzone) armato di frustino, che conduceva un bue o un torello tenendolo legato con una corda.

A quei tempi la gente non si spostava per fare la spesa, tutto si comprava in paese e il macellaio, prima di uccidere il malcapitato bovino, lo conduceva per le strade , affinchè tutti vedessero com’ era sano e bello l’ animale di cui avrebbero comprato la carne: si potevano fidare: tutta roba di prima qualità.

La povera bestia, inconsapevole del suo destino, camminava pesantemente con ritmo uguale dietro al suo carnefice e lo scalpitare dei suoi zoccoli risuonava per le strade, interrotto ogni tanto da uno schiocco di frusta o da un richiamo a gran voce del macellaio.

Non so quanti si commuovessero per la sorte dell’ animale ( a parte il poeta) , credo che molti di più pregustassero con gioia il momento (piuttosto raro) in cui avrebbero assaporato bistecche tenere e gustose.

2 thoughts on “Un’ usanza antica.”

  1. Tutto cambia.Ricordo anch’io che per qualche anno veniva il contadino con il suo bue a rivoltare la terra, in profondità, nell’uliveto, poi anche lui è passato al trattore che grattava appena la superficie.Non fu più la stessa cosa.
    Questo argomento mi ha fatto venire in mente qualcosa di meno poetico, un libretto che tratta delle “boasce”, per chi non lo sapesse sono le cacche delle mucche, che ho trovato molto interessante. Googolando sulla parola boasce di mucca ho trovato siti con le barzellette più divertenti sull’argomento. Avevo perso la password e non riuscivo più a collegarmi. Ciao

  2. Ciao, nonna mimma! Si chiamano proprio così? Io lo credevo un termine dialettale. Buon fine settimana !

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