Ma non è estate …

Il display sul cruscotto segna 29° !!! 

 Se non vedessi le montagne, che si stanno appena riverdendo, cosparse dei caratteristici tocchi di colore ( sembrano ponpon : gialli, verdi, rosa, bianchi ; sono gli alberi in fiore che spiccano sul verde dell’ erba nuova), direi che è già estate…

Acque radioattive nell’ oceano… !!!

http://it.peacereporter.net/articolo/27779/Giappone%2C+un+fiume+radioattivo+sfocia+nel+mare

Leggendo questo articolo c’ è da farsi venire un gran mal di pancia : in Giappone stanno pensando di scaricare nell’ oceano 15.000 tonnellate  di acqua inquinata dalla radioattività, il che fa ipotizzare scenari angosciosi: quali effetti avrà tutto questo sulla vita degli animali marini? e quanto quell’ inquinamento influirà anche sui nostri mari?

Nell’ articolo si dice che si fa l’ ipotesi di introdurre queste acque in una specie di isola artificiale che può contenerne migliaia di tonnellate, ma poi dove verrà piazzata quest’ isola e per quanto tempo? I tempi di decadimento della radioattività  si misurano in migliaia di anni … può esistere una struttura metallica che duri per tanto tempo? E le tonnellate eccedenti andranno comunque in mare?

C’ è  da consolarsi pensando che qui da noi almeno un effetto positivo c’ è stato: l’ attuazione del programma nucleare del governo è stata rinviata a data da destinarsi.

P.S. stasera è giunta la notizia di un ‘altra scossa  fortissima di terremoto in Giappone: è veramente un momento terribile per quel popolo …

Di ritorno dall’ Emilia.

Sono ritornata qualche giorno nel mio paese d’ origine un piccolo centro dell’ Emilia. Fino a qualche tempo fa ad ogni mio rientro lo trovavo sempre un po’ più depresso: qualche saracinesca abbassata in più rispetto alla volta precedente, il mercatino del lunedì sempre più ridotto, le antiche fabbriche desolatamente in rovina.  Ultimamente ho notato invece un rifiorire di vitalità : la gente si adopera per organizzare manifestazioni  e per far funzionare , tramite il volontariato, servizi importanti per una piccola comunità (scuole materne , trasporti per anziani e malati).

Anche la Messa di una qualunque domenica richiama, come un tempo, tanti bambini e giovani sotto le insegne dello scoutismo ed è consolante vedere giovanotti grandi e grossi  in pantaloncini corti  che si danno da fare a organizzare i più piccoli e ad ammonire i più vivaci, mentre le loro voci si mescolano in canti gioiosi accompagnati dalla chitarra.

Ho riscoperto, una caratteristica della gente dell’ Emilia che la rende unica : un modo cordiale e gioviale di approcciare anche gli sconosciuti , che è difficile trovare altrove. Ad esempio prenotando al telefono una visita chirurgica, ho avuto modo di passare dieci minuti buoni di piacevole conversazione con l’ impiegata addetta al servizio, che ha trovato modo anche di scherzare e di farmi sorridere ; così la visita con il medico è stata meno anonima di quanto mi sarei potuta aspettare: anche lì non è mancato un tratto umano e cordiale impensabile qui  con un medico mai visto prima; da ultimo poi, trovandomi in difficoltà nel trovare parcheggio, mi stavo informando con una coppia di automobilisti, quando è passato un anziano in bicicletta che si è fermato spontaneamente e, capito il problema, mi ha indicato un parcheggio pubblico gratuito : solo conoscendo la zona lo si sarebbe potuto trovare.

Primavera nella bassa.-

Rivedere la mia pianura in fiore è stata una sorpresa: non ricordavo più quanto  verdi e splendenti fossero i campi di grano in questa stagione  e quante fossero le sfumature di verde  delle gemme degli alberi e come magici appaiono i campi dei peschi fioriti contrapposti alle nuvole bianche sparse qua e lè dei ciliegi e dei peri.

Stamattina tutti questi colori spuntavano al di sopra di una leggerissima nebbiolina che aleggiava raso terra e che contribuiva a dare un che di onirico all’ insieme. La primavera rende bella e suggestiva anche la più piatta e prevedibile pianura.

Domenica pomeriggio a Londra.

Nel primo pomeriggio siamo andati a prendere il battello per andare alla Torre di Londra. Samuele era incantato dalla velocita’ del mezzo e dalle acque un po’ agitate e torbide del Tamigi. Io invece ammiravo i palazzi che sorgono sulle rive e che ricordano il passato di grande potenza commerciale di questo paese. Attraversando il  ponte sul Tamigi mi ha colpito una particolarita’: guardando allaView Image mia destra potevo vedere la parte medioevale di Londra, mentre sulla sponda opposta del fiume ci si ritrova di fronte a palazzi ultramoderni, avveniristici : un balzo di mille anni riassunto in una frazione di secondo. Samuele , dopo aver degustato un grosso gelato fino all’ ultimo pezzo di cono, cosa mai successa , ha trovato molto comodo farsi portare sulle spalle dal papa’ e si  gongolava tutto nel vedersi tanto in alto. Al rientro sono venuti a trovarci i nostri amici indiani che ci hanno mostrato su internet la casetta(dieci camere da letto!!!) che hanno acquistato , poi hanno giocato a nascondino con Samuele, che dettava le regole. Nel culmine del divertimento , la mamma ha chiesto se poteva giocare anche lei e Samuele si e’ affrettato a rispondere: I love you, mummy, but stay there!!!- (ti voglio bene, mamma, ma stai li’)

Il gioco era gia’ perfetto cosi’…..

150° in terra leghista.

Stamattina, dopo aver esposto la bandiera sul balcone di casa mi sono recata ad assistere alle celebrazioni del 150° anniversario dell’ Unità d’Italia. Il giornale distribuito dall’ amministrazione comunale diceva che la sede dell’ evento era la Sala Consiliare. Questo mi ha subito indotto a pensare che la decisione sia stata frutto di un faticoso compromesso con la Lega, che ancora sostiene l’ amministrazione, dopo aver minacciato a più riprese di uscire dalla maggioranza.

Lungo la strada non ho potuto non notare che le pochissime bandiere esposte parevano anche più malinconiche per la pioggia che le appesantiva. . Arrivata nella Sala Consiliare ho capito con quale spirito doveva essere stata deliberata questa manifestazione: c’ erano solo una settantina di posti a sedere per il pubblico (Erba conta 17.000 abitanti!!! ) : certo ci si aspettava una scarsissima partecipazione, invece già mezz’ ora  prima dell’ inizio erano già quasi tutti occupati, per fortuna ne restavano un paio in fondo alla sala e io me ne sono accaparrata uno. A poco a poco la sala si è affollata al punto che la gente aveva occupato tutti gli spazi liberi lungo le pareti e restava pigiata anche nei locali adiacenti.

All’ inizio una corale locale, accompagnata dalla banda ha intonato l’ inno nazionale, ma la corale non ha potuto esibire la sua bravura, perchè tutti i presenti hanno cominciato a cantare tutti insieme: è stato un momento molto emozionante..  Subito dopo una giovane consigliera ha preso la parola per presentarsi e per annunciare che il presidente dell’ assemblea , un leghista campione del celodurismo più bieco, si scusava per la sua assenza dovuta a impegni improrogabili.  A questo punto molte voci si sono levate per protestare contro questa ipocrisia e io stessa ho gridato un sonoro “BUUUUUHHH!!!” , Incredibilmente poi si è data lettura del documento scritto dall’ assente che rivendicava il diritto di festeggiare solo dopo l’ approvazione del  federalismo: la gente era piuttosto interdetta: perchè dare questo spazio a uno che si è sottratto volontariamente alla celebrazione?

Si è poi dato inizio alla lettura di documenti storici che comprovavano la partecipazione di molti erbesi alla costruzione dello Stato Italiano e hanno fatto commuovere alcune lettere di soldati partecipanti alle varie battaglie.

L’ opposizione ha poi presentato una mozione tendente a promuovere iniziative relative alle celebrazioni di questi giorni, che naturalmente è stata votata all’ unanimità.

 Ciò che mi ha colpito di più è stato l’ intervento di un ex-sindaco, leghista della prima ora e poi dissociatosi da quel partito:  si è commosso fino alle lacrime ricordando i tanti che si sono sacrificati per questo ideale di unità e nell’ auspicare  che l’ Italia ritrovi il suo prestigio nel mondo e non sia più ridicolizzata come gli è accaduto di constatare in un recente viaggio all’ estero.. Ha poi aggiunto che data la scarsità di bandiere esposte alle finestre, la giunta avrebbe dovuto deliberare l’ acquisto di bandiere da distribuire ad ogni famiglia e che a questo scopo lui era pronto a rinunciare anche a quanto gli spetta come consigliere comunale. !!!

Ero entrata con lo scetticismo di chi non può aspettarsi molto in una città ad alta concentrazione leghista, ma sono uscita con la piacevole impressione che i valori dell’ Unità e della solidarietà nazionale, unitamente all’ orgoglio di sapersi eredi di un bagaglio storico e culturale unico al mondo, sono ancora ben saldi in questa comunità erbese, a dispetto delle provocazioni di una Lega cialtrona e opportunista.

 

A Somasca.

Ieri ho visto, grazie a una mia cara amica, un angolo di Brianza che non conoscevo e che mi ha colpito per la sua bellezza e per la sua spiritualità. Siamo infatti andate a Somasca, un borgo appena sopra Lecco, dove ha svolto la sua attività negli ultimi anni di vita S. Girolamo Miani ( o Emiliani).

Si accede al santuario percorrendo una lunga scala le cui tappe sono segnate da cappelle con le rappresentazioni degli episodi più importanti della vita del santo. 

Man mano che si sale si allarga sempre più l’ occhio sul panorama sottostante: il lago di Garlate splende liscio sotto il sole pallido e lo sguardo può distendersi lungo il percorso dell’ Adda che proprio lì ricomincia il suo percorso verso il mare, dopo aver sostato nelle acque tranquille del lago.  Sulle rive si affollano borghi silenziosi, dalle viuzze strette che sfociano qua e là in piazzette minuscole, ma arricchite da chiese e monumenti di pregio. La gente che percorre quelle strade è particolarmente gioviale, non pare di essere in Brianza…!!

 Lungo la salita ti ritrovi sulla destra la montagna aspra , che mostra rocce grigiastre nude e ripide, ma rallegrate, ove la vita può attecchire, da ciuffi di viole e addirittura ulivi.

Arrivate al santuario ,( che sorge proprio come su un balcone che dà sul lago e sui luoghi manzoniani) il vento che pur spirava piacevolmente non bastava a spazzare via la foschia che velava il paesaggio.

 Lì abbiamo incontrato un personaggio che pareva sbucato fuori dalle pieghe del tempo: assomigliava più a un elfo o a un folletto benigno: era il sacerdote che gestisce il santuario.

La faccia abbronzata e dai lineamenti asciutti era sovrastata  da un grosso berrettaccio di lana, gli abiti erano poco curati, come quelli di uno che non ha nè mezzi nè modo di curarsi del suo look.  Su nostra richiesta ci ha raccontato questa storia: http://www.ilpuntostampa.info/2011/02/san-girolamo-emiliani-miani.html

Il suo eloquio sciolto, arguto  e quasi forbito contrastava incredibilmente con l’ impressione che ne avevo avuto in un primo momento.

Alla fine del racconto siamo ridiscese lentamente verso il paese. Ringrazio M. E. per avermi regalato un bellissimo pomeriggio.

Un buon incontro.

Dopo aver sbrigato una delle tante commissioni che mi hanno occupato in questi giorni, sono entrata in un supermercato che io frequento molto raramente. Stavo già per andare alla cassa, quando mi sono ricordata che mi mancava ancora qualcosa. Ritornando sui miei passi , vedo venirmi incontro una ex-collega che non vedevo da tantissimo tempo, anche lei (l’ ho saputo dopo) capitata casualmente in quel centro commerciale.

A parte l’ incedere un po’ più incerto, pare che per lei il tempo non passi : sempre perfettamente in ordine, un filo lieve di rossetto e solo poche rughe a sottolineare l’ espressione sorridente del volto.

Mi ha fatto piacere incontrarla e sentire il racconto dei suoi mille impegni per la valorizzazione del patrimonio culturale della zona. Era un’ apprezzatissima maestra e una collega preziosa per la grande esperienza,  per la preparazione  e per la dedizione con cui esercitava  la sua professione.

Sentire le sue parole di conforto e di sostegno mi ha fatto bene: grazie Bina!!

E se penso a quale insieme di casualità è stato dovuto il nostro incontro, mi vien da dire che Qualcuno ha guidato i nostri passi…

E’ ancora inverno….

Un vento leggero, ma deciso, aveva spazzato il cielo che appariva completamente limpido, senza una nuvola, come raramente accade qui da noi; sotto la sua sferza anche gli zampilli della fontana ondeggiavano e spandevano in modo disordinato mille spruzzi. Mulinelli di foglie e polvere si alzavano di quando in quando. Intorno le montagne, ancora nere per i boschi spogli, avevano le cime coperte di neve e il loro candore si stagliava splendidamente contro l’ azzurro del cielo.

I prati erano pieni di viole e di margherite, ma tutto  appariva freddo e distante.