Le parole che danno pace al cuore.

Chissà se è andata proprio così….

Quella mattina si era svegliata piuttosto di cattivo umore; il suo attuale compagno non era mai troppo gentile, ma quella mattina era stato particolarmente brusco con lei. Aveva poi visto le donne del villaggio attrezzarsi per andare al pozzo ad attingere l’ acqua per le necessità della giornata. Loro andavano a gruppetti e camminando chiacchieravano allegramente tra di loro; ogni tanto si sentiva lo scoppio di una risata fresca o maliziosa. Anche lei avrebbe voluto unirsi a quelle donne, ma era certa che non l’ avrebbero mai accettata tra loro: troppo trasgressiva era stata la sua condotta e in paese tutti mormoravano dei suoi cinque mariti, che troppo presto l’ avevano regolarmente lasciata, certo anche un po’ per colpa sua.

Era rimasta a ciondolare per la stanza, senza concludere granché, poi aveva sentito le donne rientrare; ecco, adesso poteva andare lei al pozzo. L’ ora era ormai avanzata e faceva un gran caldo, ma non poteva non andare al pozzo : la scorta dell’acqua era finita….. Si incamminò per il sentiero con la sua grossa brocca sottobraccio. Il sole era quasi a picco e non c’ era nessuno in giro, tranne un gruppetto di viandanti che andavano verso il villaggio. Attorno, i campi cominciavano a imbiondire e qua e là spuntavano i primi papaveri. Strada facendo, i pensieri le si affollavano nella testa: in definitiva la sua vita era quanto di più scombinato si potesse immaginare ….

gesu-e-la-samaritanaFinalmente arrivò al pozzo: strano, c’ era un uomo seduto lì accanto.  Come mai stava lì tutto solo a quell’ ora del giorno? Era forse qualche malintenzionato o uno sbandato?… doveva stare molto attenta…toh! era un giudeo: cosa ci faceva lì in Samaria?

Poi una voce profonda, dolce e austera insieme le disse:- Dammi da bere ! – Lei rimase sorpresa (non era conveniente per un uomo rivolgere la parola a una donna per strada e tra Giudei e Samaritani non era mai corso buon sangue!!!), ma incrociando il suo sguardo, si sentì pervadere da una grande dolcezza: quello sguardo aveva l’ amorevolezza dello sguardo materno, che aveva ormai dimenticato da tempo, e la profondità di chi ti legge nell’anima, ma senza pretendere di condannarti; era uno sguardo accogliente.

Lei cercò di prendere tempo per capire meglio e domandò a sua volta:- Come mai, tu che sei giudeo, chiedi l’ acqua a me che sono Samaritana? (Sottintendendo: -Lo sanno tutti che c’ è inimicizia tra le nostre genti )…-

Ma poi il Giudeo cominciò a parlare con un linguaggio misterioso, ma ammaliante e le disse di un’ acqua che disseta per sempre, le parlò dei suoi errori nella vita passata, ma non per mortificarla ….. La Samaritana ascoltò sentendosi invadere da una pace nuova, mentre svaniva quella malinconia che sempre le spegneva l’ anima…

E non ebbe più paura di nessuno e corse al villaggio e parlò a tutti di quell’ uomo che parlando saziava il cuore con parole d’ amore mai udite e ritrovò la gioia di vivere in pace con se stessa.

Da grande voglio fare….

Dovendosi destreggiare ogni giorno tra bus, treni e metropolitane , Samuele (quattro anni e mezzo) ha avuto spesso occasione di imbattersi in suonatori e cantanti che frequentano le stazioni inglesi, ma solo ultimamente deve aver fatto caso che davanti a loro c’ è sempre un piatto o una ciotola dove la gente getta qualche moneta
ed eccolo trarre le dovute conclusioni.
– Sai , mamma, – ha detto ieri – voglio imparare a suonare bene il violino e voglio imparare anche a cantare bene, così poi la gente mi dà tanti soldi…-
Sarà bene cominciare a proporgli dei modelli validi (come il Paganini della foto) per non lasciargli immaginare che la massima aspirazione per un bravo violinista sia quella di esibirsi nei sotterranei delle metropolitane…. 🙂