Professori alla riscossa.

più ore di lezione ?

Vedersi aggiungere sei ore di servizio senza un corrispettivo in busta paga, come pare accadrà ai professori, non è piacevole, ma ricordo che i maestri ne hanno sempre fatto 24 di insegnamento cui si aggiungevano innumerevoli ore di programmazione e aggiornamento.

I docenti hanno comunque buone ragioni per protestare, visto che quest’ ultimo colpo alla schiena arriva dopo anni di tagli spietati . Il difficile sarà trovare solidarietà presso le altre categorie, che non riescono a capire che il compito di un docente non si esaurisce nelle 18 ore davanti ai ragazzi, ma implica tante ore di lavoro invisibile: programmazione, correzione compiti, riunioni di classe, compilazione documenti, corsi di aggiornamento….

Scuola e storie dal mondo…

Storia di Malala
Storia di Yom
Nella settimana che sta per finire sono comparse sui giornali due storie che mi hanno colpito in modo particolare; si possono leggere cliccando sui link qui sopra .
Una quattordicenne pakistana è in fin di vita per aver affermato il diritto suo e dei suoi coetanei di andare a scuola perchè il futuro offra loro una prospettiva diversa da quella di imbracciare un fucile. Qualcuno ha ritenuto queste sue parole così rivoluzionarie e pericolose da decidere di sopprimerla.

La seconda viene dal SUd Sudan ed è la storia di Yom: 40 anni, abbandonata dal marito, si occupa da sola dei quattro figli e li mantiene coltivando un po’ di terra. Nonostante ciò ha cominciato a frequentare la scuola coi suoi due figli più piccoli: vuole imparare a leggere e a scrivere.

Malala e Yom hanno capito che l’ arma più potente contro la fame, la povertà, il fanatismo è l’ istruzione, che mette le persone in condizione di conoscere meglio i propri diritti e
i propri doveri e che le rende meno manipolabili.

Purtroppo qui da noi pare che invece la scuola sia sempre meno considerata: gli edifici scolastici cadono a pezzi, gli insegnanti sono sempre più insoddisfatti e sono sempre meno i fondi che vengono destinati all’ istruzione. Ieri in molte città italiane ci sono state numerose manifestazioni studentesche per esprimere il disagio dei lavoratori della scuola e i timori dei giovani circa le prospettive per il loro futuro più che mai incerto.
Credo che i ragazzi abbiano ragione a urlare per le strade e mi auguro che lo facciano fino a che non venga riconosciuto alla scuola il ruolo (e quindi l’ attenzione) che le compete.

La scuola ricomincia… forse.

Si torna a scuola…. forse.

Nell` articolo che segnalo oggi, si parla del cattivo stato di manutenzione degli edifici scolastici in provincia di Como, ma credo che il discorso si potrebbe allargare a tutto il territorio nazionale.
Si dice anche che sono stati utilizzati i profughi ospitati sul territorio per alcuni lavori di portata minore come le imbiancature delle aule e questa mi pare una cosa buona, perche` si da` occasione a queste persone sospese in un limbo poco piacevole di sentirsi utili.

Detto questo mi pare giusto ricordare che in Emilia molte scuole forse non potranno piu` essere riaperte e che molti bambini non sanno nemmeno quando riprenderanno le lezioni. Nessuno parla piu` di terremoto e di terremotati, ma questo silenzio non allontana e non fa svanire i disagi e i problemi.

Aria fresca nelle scuole?

Spesso mi capita di incontrare ex colleghe che devono continuare a lavorare pur non essendo più tanto giovani (60 anni più o meno) e tutte ripetono le stesse parole: “alla mia età si fa fatica a stare coi bambini della scuola elementare, specialmente coi più piccoli… Non si ha più l’ entusiasmo e la pazienza di quando si era giovani e questo va a scapito dei bambini”.

Ho inoltre letto recentemente che l’ età media degli insegnanti è di 50 anni e questo significa che nella scuola , come in tanti altri campi, vige la gerontocrazia con danni che già sono sotto gli occhi di tutti.
All’ inizio della mia carriera ho conosciuto insegnanti anziani che continuavano a riproporre lo stesso identico programma che avevano seguito con le scolaresche precedenti, perchè non avevano più voglia di rinnovare nè i contenuti nè i metodi del loro insegnamento per adattarli alle esigenze dei nuovi allievi e questa tendenza credo non sia ancora scomparsa.

Nei giorni scorsi 300 docenti del Politecnico hanno presentato ricorso al TAR contro una delibera del rettore che introduce l’ insegnamento in lingua inglese per i corsi di perfezionamento e (non l’ ho letto da nessuna parte) scommetterei che a ribellarsi siano proprio i più anziani che trovano difficoltà ad aggiornarsi e a cambiare abitudini consolidate.

In questo panorama c’ è una notizia che induce a sperare:
21000 assunzioni nella scuola da settembre

Se queste assunzioni non riguarderanno solo i lavoratori a tempo determinato che già lavoravano nella scuola, ma riguarderanno anche giovani reclutati con concorso, forse un po’ di aria fresca potrà entrare anche nelle aule delle nostre scuole.

“Le scuole nell’ ombra”

Scuole private misteriose….

Potrebbe essere lo spunto per un giallo, che potrebbe intitolarsi “Le scuole nell’ ombra” e il detective di turno dovrebbe incaricarsi di indagare cosa si nasconde dietro a quel mistero di cui si circondano le scuole private italiane.

Nell’ articolo linkato sopra si racconta come il ministro Profumo abbia avviato una lodevole campagna di trasparenza relativa all’ efficienza delle scuole italiane sia pubbliche che private.
Risulta però a tutt’ oggi che solo le scuole pubbliche abbiano fornito i dati relativi al personale docente , alle dotazione di ausili didattici e all’ offerta educativa dei vari istitui, mentre le scuole private non hanno provveduto a fornire alcuna notizia.

Dietro a questo muro di silenzio si nascondono forse le solite “furbate” delle scuole private , che , ricordiamolo sempre, hanno generalmente come primo obiettivo della loro opera il profitto.
Il nostro detective, alla fine delle sue indagini, potrebbe scoprire che molto personale ingaggiato in questi istituti non ha i requisiti richiesti per essere abilitato all’ insegnamento e che per questo viene sottopagato e mantenuto nella precarietà. ma potrebbe anche scoprire che i tanto decantati servizi delle scuole paritarie e private non sono poi così all’ avanguardia e potrebbe anche scoprire i mille piccoli strappi alle norme che consentono di minimizzare i costi e di massimizzare gli introiti.

Perche` la scuola deve occuparsi di settimane bianche, di settimane verdi , ecc. ?

22 scolari morti in Svizzera

Questo fatto terribile mi porta a fare alcune considerazioni.
Sono sempre stata contraria alle settimane bianche , a quelle verdi, alle lunghe gite all`estero o comunque a tutte quelle iniziative che impegnano la scuola al di fuori delle proprie sedi naturali per piu` giorni,
Perche` la scuola deve trasformarsi in agenzia di viaggi? Perche` deve perdere tempo ed energie preziose per cose che altri possono fare e che non sono strettamente legate alle sue finalita`?

Mi si dira` che per i bambini ogni esperienza e` importante; certo, rispondo io, ma che bisogno c`e` che sia la scuola a impegnare giorni e giorni preziosi sottraendoli alle attivita` che principalmente le competono? Ci sono altre istituzioni che possono interessarsi utilmente di offrire queste occasioni di socializzazione e, lo ammetto, anche di apprendimento ai ragazzi.

Per quale valido motivo la scuola e gli insegnanti devono assumersi oneri e responsabilita` cosi` grandi?
Forse un tempo, qando le possibilita` di spostamento erano piu` limitate tutto questo aveva un senso per consentire ai ragazzi di conoscere ambienti e situazioni non alla portata delle famiglie, ma ora non e` piu` cosi`…e per le famiglie che comunque non possono permettersi certe spese non strettamente necessarie, vengono messe in difficolta` grave quando si vedono costrette a negare la partecipazione dei propri figli a iniziative della scuola troppo onerose per il loro bilancio.

Credo che la scuola abbia come compito principale l`istruzione e l`educazione dei futuri cittadini e questo lo puo` fare molto bene nelle aule scolastiche.

Profumo nelle scuole.

Il ministro Profumo, ministro dell’ Istruzione e dell’ Università, ha cominciato da un po’ di tempo a visitare le scuole: so di sue visite a Brindisi, a Caserta e a Palermo, zone in cui la scuola sta soffrendo in modo particolarmente acuto. Questo testimonia un vero interesse per i problemi che studenti e professori vivono ogni giorno sulla loro pelle e si spera che l’ interesse parta dalla volontà vera di fare qualcosa di concreto per fermare il degrado .
A parole il ministro Profumo dice di voler continuare l’ azione avviata dalla Gelmini, ma spero invece che in realtà fermi lo smantellamento della scuola pubblica avviato dal precedente governo.
Leggevo proprio ieri uno studio sull’ abbandono scolastico : sono più di 400.000 ragazzi ogni anno che la scuola si lascia alle spalle e per i quali si aprirà solo un futuro di marginalità.
Se il ministro vuole veramente dare una svolta alla scuola pubblica deve dare più dignità agli edifici (in gran parte non a norma e non in sicurezza), deve incentivare gli insegnanti all’ autoaggiornamento e prevedere corsi di formazione , deve fare in modo che la scuola diventi un polo di aggregazione di tutte le risorse che il territorio può offrire per una migliore preparazione degli alunni e per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

In un anno (tale sembra il tempo a disposizione del governo attuale) non si possono fare molte cose, ma si può cominciare a segnare un cambio di rotta e di impostazione dei problemi, ridando priorità all’ istruzione PUBBLICA (e non a quella privata privilegiata dalla Gelmini).

Se così sarà potremo dire che si potrà forse respirare un Profumo di novità

Insegnare , mestiere difficile…

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Riunione docenti di classi parallele (molti anni fa).
Io – Qualcuna di voi mi sa dare suggerimenti sulle strategie per aiutare i bambini X e Y a superare questa difficoltà ? Ho provato in tanti modi, preparando attività personalizzate, ma non ho ottenuto molto….
Collega – E perché ti poni tanti problemi? Io se la maggioranza della classe mi segue vado tranquilla; vuol dire che quel che sto facendo va bene. Se c’ è chi non segue per motivi suoi non è colpa mia….-
Questo dialogo si svolgeva tra maestre elementari, le quali a mio avviso hanno il preciso obbligo morale e deontologico di stimolare le potenzialità di ogni bambino, che ha il diritto nella scuola dell’ obbligo di non sentirsi emarginato già dai suoi primi passi nella scuola.

Nelle scuole superiori il discorso è notevolmente diverso: chi studia e s’ impegna va premiato, i fannulloni vanno giustamente puniti. Tuttavia se come si legge nell’ articolo, la maggioranza della classe risulta insufficiente credo che non sia solo colpa dei ragazzi che non si impegnano. Credo che ci sia un vizio nell’ impostazione della didattica : l’ insegnante ha testato in modo sufficiente il livello di preparazione della classe per stabilire da quali basi partire per programmare il proprio lavoro?
Se il docente non avrà fatto questa indagine preliminare, rischia di costruire sul nulla e di vedere vanificato il suo lavoro e di fare dei suoi alunni dei frustrati perenni.

La scuola italiana ha molti problemi, ma il primo da risolvere è la preparazione dei docenti: conoscere bene la propria materia non presuppone il fatto di saper insegnare : questo è un mestiere che si impara sul campo , ma bisogna avere la sensibilità e l’ umiltà di mettersi ogni giorno in discussione.

Maria Stella? Provaci tu….

Ricordo che mi  sono scandalizzata moltissimo quando ,tre anni fa , venni a sapere che Samuele frequentava un asilo nido angusto (pur pagando una retta di mille sterline al mese!!!), situato in uno dei tanti grattacieli del centro finanziario della City: non c’ era disponibilità di spazi all’ aperto e gli ambienti a disposizione dei bambini erano piccoli e senza possibilità di arieggiamento naturale: solo aria condizionata in ogni stagione. Mi dicevo che in Italia nessuno avrebbe concesso l’ autorizzazione per aprire un asilo nido in quelle condizioni .  Lo stesso ragionamento ho fatto qualche tempo fa quando venivo a sapere che in una scuola materna privata , sempre in quel di Londra, una classe aveva trovato sistemazione su un pianerottolo.

-Qui da noi non potrebbe succedere!! C’ è una legge precisa che stabilisce il minimo di spazio necessario per ogni scolaro !!! Almeno in questo noi qui in Italia siamo più “avanti”!!!- questo è quanto mi andavo ripetendo godendo, per una volta , di poter essere fiera del nostro rispetto per i bambini .

Oggi però leggo questo http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/26/news/classi_con_il_tutto_esaurito_anche_per_i_ragazzi_disabili-14106272/   e temo che non ci sia proprio più niente di cui andare fieri.

Il limite di 20 scolari per classe , in caso di inserimento di bambini con handicap, stabilito per legge da alcuni decenni, non vale più… la legge non è stata abrogata, ma una circolare ministeriale stabilisce che anche i bambini più gravi devono essere inseriti in gruppi di 27 bambini. 

Se tengo presenti le aule in cui ho insegnato io fino a pochi anni fa, penso che un numero così elevato di alunni troverebbe con difficoltà le condizioni migliori per seguire le lezioni , se poi tra questi c’ è un bambino in carrozzina o  con problemi di movimento o con problemi di concentrazione si rischia di veder naufragare qualsiasi progetto educativo e didattico.

Ritengo che sia assurdo rispettare questa circolare ministeriale; fanno bene i presidi che hanno deciso di ignorarla. La ministra Gelmini dovrebbe provare a stare per 4- 6- 7 ore al giorno in classi come quelle che lei auspica… forse le basterebbe poco per ricredersi e tornare sui suoi passi.

Jovanotti e la scuola statale.

Ho trovato su una pagina di facebook questa lettera di Jovanotti, scritta subito dopo l’ attacco di Berlusconi alla scuola pubblica. Jovanotti non è personaggio che io conosca molto , ma questa lettera me lo ha fatto apprezzare moltissimo. Ne riporto qui i passaggi essenziali:

“Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica….. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.  Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.  

Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ?….

Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli?  Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.   

……. La scuola di Stato ….è una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce, ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.  

E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. 

In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri”

http://www.facebook.com/?ref=home#!/notes/alessio-martini/la-bellissima-lettera-di-lorenzo-cherubini-in-arte-jovanotti/10150109235451962  A questo link si può trovare la versione integrale.